SINOSSI


E allora lo sappiano questi assassini: la speranza che la politica è di tutti non la lasceremo morire, la porteremo avanti, con tutte le forze nostre”. (Pietro Ingrao, Brescia Piazza della Loggia commemorazione V anniversario, maggio 1979)


Non è la biografia storica di Pietro Ingrao, ma il suo racconto in prima persona, sulla politica come passione “come strumento per cambiare un mondo che non mi piaceva”.

La vita di Ingrao tra errori, sconfitte e rotture è connotata dalla ricerca continua, quasi dolorosa, di nuove forme di partecipazione e di comunicazione. Da qui la sua grande passione per il cinema e la poesia. “Mi intendo più di cinema che di politica” dice nel documentario. “Volevo fare il regista, sono stato spinto a calci nel sedere verso la politica”. Forse è un film controcorrente o fuori moda, perché ci parla di “bella politica”, proprio oggi che questo “sentire” sembra un orizzonte lontano e inquinato, territorio di sentimenti anticasta, per altro spesso giustificati.

La sceneggiatura del documentario si sviluppa attraverso l’io narrante dello stesso Ingrao: una lunga intervista che è stata realizzata in più fasi dall’inizio di gennaio fino al giugno 2012, e il virtuale dialogo a distanza con un giovane studente che negli anni ’80, mentre prepara un esame universitario, viene distratto da una radio che trasmette l’intervento di Ingrao durante il XVI congresso del partito comunista italiano (marzo 1983).

Pietro Ingrao il 30 marzo scorso ha compiuto 97 anni, gode di buona salute e di una straordinaria lucidità mentale: ha mantenuto inalterati carisma e capacità comunicativa, in virtù dei quali l’intervista si trasforma presto in un dialogo a più voci e lui stesso si fa intervistatore: chiede di te, della tua vita, dei tuoi pensieri. Dopo ore di colloquio quasi con imbarazzo si è costretti ad interrompere dandosi appuntamento alla prossima puntata. “Fatemi altre domande, che ne pensi, vi ho persuaso, quanti film vai a vedere tu, che ne pensate di questo mondo in cui siete immersi, ma vi rendete conto delle cose che stiamo vivendo, ma in fondo questo mondo vi piace o non vi piace?”

Accompagna il racconto una laboriosa e approfondita ricerca d'archivio. Sono stati visionati e selezionati numerosi materiali storici provenienti dall'Istituto Luce, dall'Aamod, dalle Teche Rai, dalla Fondazione Giuseppe De Santis, dal Centro di Riforma dello Stato, da singoli cittadini e dalla famiglia Ingrao (ha collaborato attivamente e con passione al progetto la figlia Chiara).

Nel documentario fa da controcanto a Ingrao la sorella Giulia 90 anni, altro personaggio straordinario ed efficace, non meno del fratello quanto a spontaneità ed doti comunicative. Alcune riprese sono state realizzate a Lenola, il paese d'origine in provincia di Latina, dove ancora oggi c'è la casa di famiglia: dalla finestra della camera da letto si vede quella luna che Ingrao bambino sognò di acchiappare invano. Un bisogno che non lo ho mai più lasciato. “Se qualcuno ci riesce, telefonami.” dice durante l’intervista.

Oltre a filmati storici, troppo in fretta dimenticati, la ricerca ha permesso di scoprire anche alcune registrazioni inedite: ad esempio lo straordinario discorso da presidente della camera in occasione del V anniversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia, maggio 1979, non un comizio, ma una lezione di storia. O ancora l’intervento del 1968 in Piazza della Signoria a Firenze, come pure la conferenza davanti a migliaia di giovani al Firenze Social Forum nel novembre del 2002 e una dotta lezione di letteratura a Recanati su Leopardi (febbraio 1988).

E’ un lavoro che parla in modo appassionato di un uomo che ha attraversato tutto il Novecento andando oltre.

E questo oltre che mi manca, è là dove io non sono riuscito: fare quel passo ulteriore. ”

La vocazione politica è stata qualcosa che ha segnato la mia vita, bene o male, buono o cattivo, così ero fatto. La politica vinceva su tutto”.

La colonna sonora originale è stata appositamente composta ed eseguita dai Têtes de Bois, gruppo musicale italiano già vincitore di due premi Tenco.

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